Racconti dal laboratorio

Pinocchio, il burattino di carta

Pinocchio è toscano, si sa. Carlo Collodi era di Firenze — o quasi: Collodi, il paese che gli ha dato il nome, è a un passo dalla nostra regione. E Firenze, la città del burattino più bugiardo e più amato d’Italia, ci ha portato inevitabilmente a lui.

Dal legno di Geppetto è nata la nostra famiglia di Pinocchi, però di cartapesta: un omaggio a un personaggio che è ormai un simbolo italiano, come il David, come il Ponte Vecchio, come la Commedia dell’Arte.

Una famiglia di Pinocchi

Nel nostro catalogo Pinocchio si presenta in molte versioni: il soprammobile in tre dimensioni, la maschera indossabile, il piatto decorativo, e la faccina da parete. Alcune versioni sono impreziosite con foglia d’oro, perché un burattino che diventa bambino merita un po’ di luce.

Ogni Pinocchio è modellato e dipinto a mano nel nostro laboratorio. E come il burattino di Collodi, anche i nostri nascono da un pezzo di materia grezza e da molta pazienza: quella pazienza che, se ci seguite, incontrerete in ogni nostra storia.

«La cartapesta è pazienza» — e Pinocchio, che di pazienza ne ha avuta tanta per diventare bambino, lo sa meglio di tutti.