Racconti dal laboratorio

Le maschere della Commedia dell’Arte

«Per favore, prima di entrare levatevi la maschera! Se siete belli, vi facciamo diventare brutti, se siete brutti, vi facciamo diventare belli.»

Con questo spirito è nato il nostro laboratorio, agli inizi degli anni ’80: dalle maschere della Commedia dell’Arte, la tradizione teatrale italiana che ha inventato il concetto stesso di maschera come carattere.

Ogni maschera è un carattere

Arlecchino, Brighella, Pantalone, Pulcinella di Napoli e Pulcinella di Venezia, il Medico della Peste, Cyrano: ognuna delle nostre maschere classiche è modellata a mano in cartapesta e dipinta secondo la tradizione. Sono maschere indossabili, nate per il carnevale e per il teatro, ma anche bellissime appese alla parete come piccole sculture di carattere.

La maschera è un oggetto curioso: nasconde il volto e insieme rivela la persona. È il gioco che la Commedia dell’Arte ha portato in scena per secoli, e che noi portiamo nelle case di chi ama l’Italia e le sue storie.

La fantasia cambia faccia

Come la fantasia viaggia molto, di continuo, instabile e mutevole come la vita, anche le maschere devono — di volta in volta — mutare faccia. E così, accanto alle maschere classiche, sono nate le maschere animali, i visetti femminili, e le maschere che non sono più solo maschere ma sculture.

E se qualcuno ha cercato o cerca di copiare le nostre facce? Noi non ci sentiamo responsabili delle «facce toste» degli altri.